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Ora le visite specialistiche sono erogabili in C-Dom

La Regione Lombardia emana un provvedimento (DGR XII/5096) che permette alle persone in carico ai servizi sociosanitari domiciliari (Cure domiciliari, Cure Palliative domiciliari e RSA Aperta) di ricevere visite mediche specialistiche a domicilio.

Questa innovazione rappresenta un passaggio strategico per l’evoluzione del sistema sanitario regionale, perché amplia concretamente le possibilità di assistenza territoriale, portando servizi specialistici direttamente nelle case dei pazienti più fragili. È un’opportunità concreta per migliorare qualità della vita, ridurre disagi e ottimizzare l’uso delle risorse ospedaliere.

Destinatari: chi potrà ricevere le visite specialistiche a domicilio?

I beneficiari sono in particolare le persone over 65 che si trovano in una delle condizioni:

  • difficoltà a raggiungere i servizi ambulatoriali;
  • condizioni cliniche, funzionali o cognitive che rendano lo spostamento rischioso o non appropriato.

Una novità rilevante riguarda l’ammissione ai servizi: non serve più dimostrare l’impossibilità assoluta di trasporto, ma è sufficiente che la condizione clinica renda lo spostamento controindicato. È un passo avanti importante verso una valutazione più personalizzata e olistica dei bisogni della persona.

Obiettivi del provvedimento

Tra le finalità esplicite della delibera:

  • aumentare il numero di pazienti in carico con cure domiciliari;
  • rafforzare l’erogazione dei servizi nelle aree meno servite;
  • ridurre gli accessi impropri al Pronto Soccorso e i ricoveri ripetuti;
  • ampliare la gamma di prestazioni disponibili direttamente a domicilio.

Chi può erogare il servizio?

Possono aderire tutti gli enti accreditati pubblici o privati che abbiano sottoscritto un contratto di scopo per il 2025.

Come si attivano le visite specialistiche?

Le visite specialistiche possono essere richieste da:

  • il medico di assistenza primaria (MAP),
  • l’équipe valutativa delle ASST,
  • il medico ospedaliero al momento di richiedere la dimissione protetta.

Il provvedimento prevede tre possibili situazioni operative:

  1. Il paziente è già in carico a un ente C-DOM che ha aderito all’iniziativa: sarà questo ente a erogare la visita.
  2. Il paziente è in carico, ma l’ente non ha dato disponibilità: potrà avvalersi di un altro ente, pur mantenendo la presa in carico.
  3. Il paziente non è in carico: potrà scegliere un ente tra quelli disponibili nel proprio distretto.

Quali visite si possono fare?

Le specialità attivabili includono, a titolo esemplificativo: neurologia, pneumologia, cardiologia, ecc. Le prestazioni devono essere:

  • aggiuntive rispetto a quelle già previste nel PAI (Piano Assistenziale Individuale);
  • integrate da follow-up, interventi di monitoraggio o supporto al caregiver.

È previsto un coordinamento obbligatorio tra servizi diversi, ad esempio tra C-DOM e RSA Aperta, per evitare sovrapposizioni.

E ora?

La sperimentazione è sostenuta dai fondi PNRR e sarà operativa da Novembre 2025 Considerato l’impatto potenzialmente positivo, è auspicabile che questo modello venga consolidato come parte strutturata dell’offerta sanitaria regionale erogabile tramite C-Dom, UCP-Dom o RSA Aperta.

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