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Il futuro della sanità passa dal territorio

Gli enti accreditati in prima linea per una sanità pubblica più efficace e vicina alle persone

La salute inizia a casa: la sfida (vinta) delle cure domiciliari

Negli ultimi anni, anche in Lombardia, l’assistenza sanitaria domiciliare ha dimostrato tutto il suo valore: ha portato le cure nelle case delle persone, ha ridotto i ricoveri ospedalieri non necessari e ha permesso a tanti cittadini – spesso fragili e anziani – di ricevere assistenza con continuità, con competenza e professionalità.

Tra il 2021 e il 2024, secondo i dati di Agenas, il numero di assistiti in ADI è cresciuto del +138% in Lombardia. Una crescita che ha coinvolto tutto il territorio regionale, anche se con differenze tra province e distretti. Dietro a questo incremento c’è un bisogno reale che per troppo tempo è rimasto sommerso: le famiglie chiedono più sanità, più prossimità, più sostegno.

L’Assistenza Domiciliare Integrata, ora chiamata Cure Domiciliari (C-Dom), è gratuita per il cittadino, indipendentemente dal suo reddito.

📍 Il ruolo silenzioso ma fondamentale degli enti accreditati

Molto spesso, a rispondere a questi bisogni ci sono gli enti accreditati: realtà radicate nel territorio, con decenni di esperienza, che lavorano in stretta collaborazione con i medici di base, gli ospedali, i comuni e le strutture sociosanitarie locali.

Gli enti accreditati, anche quelli chiamati “privati”, non sono un pezzo esterno al sistema sanitario: ne fanno parte.
Condividono gli obiettivi pubblici di tutela della salute, operano con standard certificati e garantiscono la continuità del servizio 7 giorni su 7, 365 giorni all’anno, anche nei giorni festivi, anche nei momenti più difficili. Vi ricordate il COVID? Noi andavamo in casa delle persone durante la chiusura e continuamente monitoravamo il loro stato di salute.

In una fase in cui il Sistema Sanitario Regionale è chiamato a fare di più con risorse limitate, questi enti rappresentano una risorsa preziosa: sono organizzazioni esperte, professionali, capaci di garantire qualità e prossimità, mettendo sempre al centro del loro servizio la persona e la sua famiglia.

📉 Il rischio di fare passi indietro

Nonostante l’importanza crescente della sanità territoriale, i fondi straordinari del PNRR – che hanno sostenuto questa crescita – termineranno entro il 2026.
I dati ISTAT indicano che la spesa pubblica per l’assistenza domiciliare in Italia è passata da 3,3 miliardi nel 2019 a circa 4,2 miliardi nel 2024: un aumento del 27%, ben lontano dalla crescita del numero di pazienti.

➡️ Questo significa che oggi purtroppo moltissimi pazienti ricevono a domicilio cure troppo brevi o frammentarie (in media, meno di 10 ore l’anno per persona).
➡️ Inoltre, il sistema, pur ampliato, rischia di essere sottodimensionato rispetto alle reali necessità.

🔍 Una sanità più vicina è una sanità più efficace

L’esperienza lombarda lo dimostra: la sanità che funziona è quella che sa dialogare con il territorio.
Medici, infermieri, fisioterapisti, enti accreditati, servizi sociali e famiglie con una visione di insieme e con gli strumenti necessari per realizzare una effettiva integrazione possono offrire la risposta più efficace, più tempestiva e più umana al bisogno di salute dei cittadini.

Per questo motivo è fondamentale:

  • garantire risorse stabili e sufficienti alla sanità territoriale
  • valorizzare il ruolo degli enti accreditati, che sono parte attiva del sistema sanitario regionale
  • promuovere e incrementare l’integrazione tra i servizi, anche quelli territoriali, perché la salute non si cura solo in ospedale

✍️ Conclusione

L’assistenza domiciliare non è un’alternativa al sistema sanitario regionale: è una sua estensione naturale, sul territorio, tra le persone.

Gli enti accreditati – che da anni garantiscono questo servizio con professionalità e dedizione – chiedono che:

👉 le istituzioni locali facciano campagne d’informazione per fare conoscere i servizi sociosanitari domiciliari e territoriali alla cittadinanza,

👉 venga adeguatamente riconosciuto il loro ruolo sanitario e sociale,

👉 le Istituzioni continuino a sostenere attivamente la sanità di prossimità.

Investire in cure domiciliari significa alleggerire gli ospedali, aiutare le famiglie, ridurre le liste d’attesa e migliorare la qualità della vita di migliaia di cittadini.
È una sfida che vale la pena vincere, insieme.

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